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sabato 22 maggio 2010

Amelia - Ma Zio Gatto cosa legge?


- Allora Zio Gatto, ma tu che libri leggevi quando eri piccolo?
- Ah, io ero appassionato dei libri di Jack London...
- Jack London, e chi è?
- Come chi è? E' un grande scrittore americano dell'800. Era uno poco regolare, che ebbe una vita avventurosa e vagabonda. Fece tanti lavori diversi: lo strillone di giornali, il pescatore di ostriche, il lavandaio, il cacciatore di foche, l'agente di assicurazioni, il coltivatore e, anche il cercatore d'oro nel Klondike...
- Nel Klondike? Come Zio Paperone?
- Come Zio Paperone, sì, e anche come tanti altri. All'epoca erano molti quelli che partivano per il selvaggio nord sperando di trovare una miniera d'oro, o anche una bella pepita, e diventare ricchi. Lui non trovò nessuna miniera, ma raccontò le avventure che aveva vissuto nei suoi libri, e fece fortuna con i romanzi, come Zanna Bianca e Il richiamo della foresta.
- E di che parlano?
- Della corsa all'oro. Ma anche del rapporto tra l'uomo e la natura, e tra l'uomo e gli animali. Infatti il protagonista è un cane da slitta.
- Ah ecco, ti pareva che non tiravi fuori un libro che parlava di animali. Secondo me tu eri fissato già da prima. Ora capisco perché la Grande Gattara ti teneva sott'occhio!
- Miaoooooow!

lunedì 26 aprile 2010

Amelia: Tutta la verità su Zio Gatto

- Allora Zio Gatto, la facciamo questa intervista?
- Sgrunt, sì la facciamo, però già il titolo non mi piace
- Come non ti piace? Ma è bellissimo!
- Sì bellissimo per un giornale di scandali e pettegolezzi, di quelli che si leggono dal parrucchiere....
- Ma zio! il gossip va di moda e ti assicuro che quei giornali li leggono tutti, e non solo dal parrucchiere!
- Gossip? Hai detto proprio Gossip? Per tutti i salmoni affumicati, cosa devono sentire le mie orecchie: ho una nipote che usa la parola gossip, posso anche andare all'ospizio dei gatti...
- Ma dai zio non esagerare, e dimmi piuttosto, cosa si prova ad essere un gatto?
- No non no no! E' tutto sbagliato! Prima devi dare le informazioni e poi le emozioni! Sono sicuro che i lettori vogliono prima sapere QUANDO sono diventato un gatto, DOVE, COME e PERCHE'!
- Sei sicuro?
- Sììììì
- Va bene come vuoi, allora puoi dirmi QUANDO sei diventato un gatto?
- Era una sera buia e tempestosa...
- Hai detto prima i fatti e poi le emozioni!
- Ma mi fai finire? ehm ehm, ricomincio. Era una sera buia e tempestosa di tre anni fa, e io stavo tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, quando all'improvviso vidi una macchina sbucare da un incrocio....
- DOVE? Dove era quest'incrocio?
- Alla fine del viale dei Platani, non distante da Telenotizia...
- Epoi, che è sucesso?
- Non lo so.
- Come non lo sai?
- Non lo so bene. La macchina mi è venuta addosso e io ho fatto un volo di tre metri. Quando sono atterrato accanto a me c'era la Grande Gattara che mi teneva la zampa e mi diceva: Amedeo, ora sei un felino
- Ma CHI è la Grande Gattara?
- Brava Amelia, hai chiesto CHI. E io ti rispondo subito. La Grande Gattara è la protettrice dei gatti, è lei che si preoccupa di nutrirli, trovare loro una casa, se lo vogliono, e asssiterli nelle difficoltà.
- E COME ha fatto a trasformarti?
- Non lo so. so solo che mi ha sussurrato qualcosa nell'orecchio e poi, voilà, ero un gatto agile e peloso...
- Ma PERCHE' l'avrebbe fatto?
- Per non lasciare sole te e zia Giovanna, così almeno ha detto lei: te la immagini Giovanna da sola? mi ha chiesto scandalizzata, e a me è sembrata una buona risposta. Quella donna è meravigliosa, ma ha la pessima tendenza a mettersi nei guai...
- Anche tu però...
- E anche tu, deve essere un vizio di famiglia!
- Ma zio Gatto, adesso possiamo passare alle emozioni?
- E va bene....
- Ma cosa rimpiangi più di tutto della tua vita come Amedeo De Lapis?
- Che non riesco a trovare dei gilé della mia misura. Cribbio! E poi anche che non riesco più a scrivere con la penna...per il resto direi che essere un gatto tutto sommato ti evita un sacco di guai, tipo pagare le bollette, sostenere conversazioni noiose, mandare gli auguri di Natale... anche se...
- Anche se?
- In certi momenti, quando tua zia guarda fuori della finestra con la sua aria malinconica, mi dispiace tanto. Lei è convinta che io sia sparito, e che il gatto che lei tiene in casa sia un gatto randagio che si è affezionato a te, e che tu chiami Zio Gatto così per gioco, perché ti manco....
- Chissà, forse un giorno riusciremo a dirle la verità..
- Forse, ma deve essere il momento giusto. Altrimenti ci prende per gatti...
- GATTI?
- Ehm, volevo dire matti......

mercoledì 14 aprile 2010

Amelia: cos'è un giallo?


Questa domanda io l'ho fatta direttamente a Zio Gatto. "Tu che sai sempre tutto " gli ho chiesto "sai dirmi che cos'è un giallo?". Lui si è grattato l'orecchio con la zampa e poi ha detto "un giallo è un racconto che parla di un crimine e del tentativo di smascherare il colpevole di questo crimine".
"Ma un crimine come?" ho detto io "tipo furto o...addirittura...un omicidio? " "Esattamente" ha detto Zio Gatto "però guarda che non devi pensare solo ai furti di gioielli o a misteriosi assassini" "Ah no?" ho detto io. "E no" ha detto lui "per esempio i crimini contro l'ambiente sono terribili, le persone che li commettono rubano la possibilità agli altri i vivere in un mondo pulito, e uccidono la terra". "Come Sbrodoloni?" ho chiesto io. "Certo" ha detto lui "ma per fortuna l'abbiamo smascherato". "Ma zia Giovanna ha detto che nei gialli di solito c'è un detective o un commissario di polizia che ha il compito di smascherare il colpevole" ho detto io.
"Nel giallo classico sì" ha detto Zio Gatto "ma chiunque può diventare un bravo detective, se lo vuole, basta che abbia fiuto per scoprire il crimine più grande di tutti"
"E qual è questo crimine?" ho chiesto io.
"Quello contro la verità" ha risposto lui.
E poi si è mangiato due tartine al salmone.

martedì 23 marzo 2010

Zio Gatto: qualcuno vuole ascoltare anche me?

- Insomma, avrò un po' di voce in capitolo anch'io sì o no? Non è giusto approfittarsi di un vecchio zio solo perché ha difficoltà a scrivere sulla tastiera di un computer...(a proposito Amelia, potresti evitare di tirare su col naso mentre batti sui tasti? mi fai perdere il filo del discorso...)
- Senti zio...
- Shhhh! ora tocca a me parlare. Dunque, dove eravamo rimasti?
- Veramente zio, non avevi neanche cominciato...
- Ah già è vero...comunque quello che volevo dire è che in molti ...
- Molti?
- Beh, qualcuno...
- Qualcuno chi?
- Uffa Amelia, quanto sei petulante. I mie fan vogliono sapere qual è il segreto del mio stile...
- E qual è questo segreto?
- Innanzitutto il mio portamento, lo slancio delle zampe, il taglio raffinato dei miei splendidi gilè, senza dimenticare il mio dopopelo chaton n.5
- A proposito di pelo, zio, che mi dici del tuo ?
- Ma di che parli?
- Forse è meglio se ti guardi allo specchio...
- Allo specchio? ma ....miaoooooooow!



- Lo sapevo che era uno sbaglio asciugarmi con il phon!

lunedì 15 marzo 2010

 AMELIA:LA MIA VITA CON GLI ZII

Io mi rivolgo a tutti quei bambini che sanno cosa vuol dire condividere la propria casa con creature strane e di difficile sopportazione.
Personalmente, sono un'esperta. Di creature strane, infatti, a casa ne ho ben due: zia Giovanna e zio Gatto.
Zia Giovanna è uno spasso. E' la persona più divertente che io conosca.

Certo, però , se soffrite il mal d'auto, evitate di farvi accompagnare in macchina a scuola, o da qualunque altra parte, perché poi vi ci vogliono un paio d'ore per riprendervi. E portatevi sempre un mazzo di chiavi nella tasca. Lei ha la pessima abitudine di perderle, o di chiudere la porta di casa lasciandovi dentro.

In quanto a zio Gatto, lui era strano già prima di essere un gatto.
Già come direttore del tg aveva le sue piccole manie. Per esempio era fissato con l'impero ottomano (e forse è per questo che è diventato un gatto d'angora turco) e con la grammatica. Anche adesso è fissato con la grammatica. Dice che sono pochi i giornalisti che al giorno d'oggi sanno usare bene la lingua italiana. A me quando dice "al giorno d'oggi" fa un po' ridere, però quando mi corregge l'ortografia tirando fuori gli artigli, la voglia di ridere mi passa subito.

Comunque, se anche voi a casa avete strane creature, fatemelo sapere.

Io adesso vi saluto, e passo la parola ad Ale, altrimenti si mangia tutta la cioccolata da solo.